GOVERNARE LA VALLE D'AOSTA CHE CAMBIA
Scritto da comunicazione   
Saturday 10 May 2008

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PREMESSA

Le proposte del Partito Democratico per governare la Valle d'Aosta calano nella realtà concreta della nostra regione lo sforzo di rinnovamento politico e culturale del progetto nazionale.

 I grandi cambiamenti economici, tecnologici, demografici, migratori, energetici, climatici e strategici che hanno segnato il passaggio di un secolo, hanno trasformato in pochi anni il volto del pianeta.

La globalizzazione ha effetti positivi e negativi: migliorano le condizioni di vita e di reddito di milioni di uomini che per la prima volta hanno accesso allo sviluppo, ma le disuguaglianze tendono ad accentuarsi, mentre le turbolenze dei mercati finanziari ripropongono rischi di recessione e rendono necessaria una nuova regolazione.

Si sta disegnando un mondo inevitabilmente multipolare e molto meno eurocentrico.

 Anche per la Valle d'Aosta diventa indispensabile puntare a relazioni più stabili e organiche con le altre regioni di montagna e con quelle vicine per affermare un modello di sviluppo che regga la sfida dei prossimi decenni

 La XII legislatura regionale che volge al termine ha messo in mostra e aggravato la profonda crisi istituzionale della Regione Autonoma Valle d'Aosta.La crisi peggiora le difficoltà di un sistema economico che non sono più determinate soltanto da situazioni passeggere, ma investono il nucleo stesso del settore industriale e si estendono anche all'agricoltura e al turismo.

Le crisi di governo, la ricomparsa di "franchi tiratori" in Consiglio regionale, il fallimento delle riforme istituzionali, a cominciare da quella dello Statuto, il personalismo esasperato della condotta politica, hanno causato un malessere molto forte tra i cittadini.

 Le elezioni politiche del 2006, con la vittoria della lista dell'Alleanza Autonomista Progressista e l'elezione del deputato Roberto Nicco e del senatore Carlo Perrin in contrapposizione ai candidati espressi dalle forze della maggioranza di governo della Regione, sono state un segnale inequivocabile della richiesta da parte degli elettori di cambiare il modo di fare politica in Valle d'Aosta.

 Anche le elezioni politiche del 2008 hanno sancito la vittoria dell'Alleanza Autonomista Progressista alla Camera dei deputati, con la conferma di Roberto Nicco. In particolare il risultato di Aosta, dove Nicco ha superato di quasi 10 punti percentuali il candidato della maggioranza regionale, dà una chiara indicazione delle potenzialità dell'Alleanza.

 

 

UN NUOVO PROGETTO DI GOVERNO

Per risollevare il tenore di vita dei cittadini valdostani in difficoltà e migliorare la qualità del sistema e dei suoi servizi è necessario rinnovare profondamente la politica in Valle d'Aosta e rimettere in moto l'economia della Regione sulla base di un progetto di sviluppo sostenibile.

Occorre una nuova classe dirigente, orientata all'innovazione, allo sviluppo, alla giustizia e alla solidarietà.

 

Rilanciare la politica e l'economia in Valle d'Aosta richiede una strategia di lungo periodo, coraggio, chiarezza di obiettivi e determinazione nel raggiungerli. La nostra novità sta nella capacità di elaborare e condividere un programma concreto che promuova rinnovamento e governabilità, che sblocchi il sistema burocratico-economico regionale e liberi le forze produttive della società

 

PER UNA NUOVA VALLE D'AOSTA

Per ottenere questi risultati abbiamo elaborato, condiviso e siglato un accordo programmatico - organizzativo tra le forze autonomiste, riformiste e progressiste, basato su proposte chiare ed efficaci che costituiranno il fulcro dell'azione politica per i prossimi anni.

 

IL NOSTRO PROGETTO

 

TRE SENTIERI IN QUOTA

           

PROGRESSO, MERITO E SOLIDARIETÀ

Lo sviluppo di qualità e la lotta alle disuguaglianze.

La Valle d'Aosta deve mirare ad uno sviluppo di qualità in territorio montano: più mobilità sociale, più spazio al merito e ai talenti e meno chiusure corporative, più legalità e meno clientelismo, più ricerca, più scienza, più innovazione tecnologica e meno divisioni e steccati ideologici. Più fiducia nel futuro e in se stessi e meno paura del nuovo, più potere alle decisioni democratiche e meno possibilità di veto.

I valdostani hanno la capacità, l'operosità, la tenacia per raggiungere questo obiettivo.

 

POLITICA SENZA SPRECHI

Le libertà e il rinnovamento della politica.

Occorre il coraggio di fare scelte chiare. Leggi e regolamenti definiscono lo spazio in cui tutte le libertà, anche quelle private, sono rese possibili. È comunque necessario giustificare il perché di divieti, ostacoli, strettoie che rendono difficile la realizzazione del progetto di vita di ciascuno.

Bisogna ridurre i costi della politica, ripensare il ruolo delle partecipate regionali, ridurre i componenti dei consigli d'amministrazione, introdurre il criterio del merito e della competenza per l'accesso alle cariche.

 

RIFORME CONDIVISE

La qualità della democrazia.

La nostra autonomia fatica a stare al passo coi tempi. È necessario difendere e aggiornare il nostro statuto speciale e realizzare una riforma elettorale che consenta l'alternanza di governo. Gli elettori devono poter scegliere tra diversi progetti politici con un voto libero da condizionamenti. I valdostani devono partecipare alla costruzione delle nuove proposte. I cambiamenti istituzionali devono essere realizzati con il massimo consenso possibile tra le forze politiche e sociali.

 

 

 

UN'ALTA VIA IN 16 TAPPE

 

1.      Efficienza del sistema economico

È prioritario recuperare l'efficienza del sistema produttivo in ogni settore di attività. La creazione di valore deve essere la ragione fondamentale dell'esistenza delle imprese, perché queste siano di utilità sociale oltre che economica.

Solo una maggiore ricchezza prodotta potrà infatti generare il flusso di risorse finanziarie necessario a rendere più autonomo il sistema Valle d'Aosta. Il recupero di efficienza consentirà di rendere le attività economiche più libere anche dai condizionamenti interni, oggi così pesanti. In un clima partecipato e con l'apporto determinante delle forze sociali rilanceremo le imprese e daremo maggiore efficienza ai servizi.

Questo sforzo, che richiede un modo nuovo di fare politica, riguarderà tutti i settori produttivi, ma anche aziende partecipate dalla Regione di importanza strategica, come il Casinò di Saint-Vincent. Opereremo per l'integrazione stretta fra i diversi settori economici rendendo omogenee e coordinate le politiche regionali. Anche la valorizzazione del patrimonio naturale e storico-culturale assumerà un'importanza strategica in questa prospettiva.

Introdurremo in tutti programmi di sostegno ai settori dell'economia, il principio della  collaborazione, che privilegerà i progetti e le iniziative che vedano coinvolti più soggetti, pubblici e privati.

Per dare impulso all'economia taglieremo subito alcuni costi.

L'efficacia di questo progetto sarà rafforzata da misure puntuali e immediate per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e gli investimenti delle imprese. Ridurremo l'IRAP e rivedremo i criteri di utilizzo degli immobili industriali di proprietà pubblica.

2.      Infrastrutture

Potenzieremo le infrastrutture attraverso specifici investimenti. Ci impegniamo a rilanciare la competitività del sistema Valle d'Aosta nei settori del trasporto pubblico, della conoscenza (nuove scuole), dell'edilizia residenziale pubblica e privata mediante un programma pluriennale mirato soprattutto al recupero di edifici nei centri storici e nei villaggi. Vareremo progetti per le reti tecnologiche (banda larga, ADSL o WI-MAX, su tutto il territorio). Puntiamo a ridurre del 22% i tempi di percorrenza della tratta ferroviaria Aosta-Torino, a realizzare l'elettrificazione della linea e, dove possibile, il raddoppio del binario. Sosterremo  la creazione di organismi che coinvolgano le Regioni Piemonte e Valle d'Aosta, la Provincia di Torino e i comuni interessati per coordinare le iniziative di sviluppo e crescita della rete di trasporto su rotaia nei confronti di Trenitalia, anche in riferimento a possibili accordi con altri paesi. Ridurremo i costi dell'autostrada per i residenti...

3.      Energia e risorse rinnovabili

La Valle d'Aosta per le sue caratteristiche geografiche e climatiche deve diventare terreno fecondo per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Speciali finanziamenti verranno erogati alle imprese e ai privati che si renderanno autonomi per l'energia con l'installazione di nuovi impianti (energia solare, eolica, biomasse, pompe di calore e geotermia), privilegiando gli interventi degli enti pubblici.

4.      Agricoltura

È necessario un progetto per recuperare competitività al settore agricolo, sull'esempio dell'Alto Adige, dove il valore aggiunto del settore agricolo supera il 4% del totale regionale.

Occorre un particolare impegno per la zootecnia al fine di riconoscere finalmente ai produttori un prezzo equo per il loro prodotti, a cominciare dal latte. 

Nell'immediato continueremo a sostenere l'attività giornaliera degli operatori agricoli, ma rivedendo le modalità e i tempi di erogazione degli aiuti: l'attuale regime burocratico a carico delle aziende è insopportabile e anche umiliante.

Noi intendiamo ribaltare l'attuale sistema attribuendo maggiori funzioni e competenze agli stessi imprenditori agricoli, mantenendo alla Regione i compiti di indirizzo, controllo e monitoraggio.

5.      Autonomia Speciale

È tempo di ripensare la nostra autonomia speciale in modo complessivo e non subordinato al solo riparto fiscale dello Stato.

L'autonomia finanziaria è uno dei pilastri essenziali della nostra comunità e il PD ritiene che altri elementi debbano essere messi in opera per darle maggiore solidità, nell'ambito di una riforma in senso federale dello Stato.

Su un tema così delicato  cercheremo il consenso di tutte le forze politiche: la Costituzione della Regione non può essere modificata a colpi di maggioranza.

Tra le proposte su cui cercare il consenso di tutti, l'aumento consistente delle firme necessarie per un'iniziativa di legge popolare compensata dalla riduzione del quorum nel referendum propositivo al 30% dei votanti.

6.      Costi della politica

Ridurremo subito costi della politica tagliando del 30% il compenso dei consiglieri regionali e dei componenti della Giunta Regionale e riformando il sistema di indennità e pensioni dei politici che pesa sulle risorse della collettività. La nomina nei consigli di amministrazione delle società controllate, fondazioni e agenzie, sarà affidata a organismi terzi di garanzia, sulla base di curricula minimi previsti per legge, di concorsi o di graduatorie in albi costituiti per materia. Non sarà più possibile affidare consulenze, contributi o altri benefici a parenti fino al secondo grado di assessori o consiglieri e nemmeno alle società di cui questi soggetti detengano quote significative. Riformeremo la pubblica amministrazione riportando la legge regionale 45/95 entro i confini voluti dalle leggi Bassanini: i dirigenti a nomina fiduciaria saranno limitati al solo Gabinetto del Presidente della Regione, al suo Capo Ufficio Stampa e ai segretari particolari della Giunta e del Presidente del Consiglio. Il Sovrintendente agli Studi, quello ai Beni Culturali, il Comandante della Forestale, i Coordinatori degli Assessorati saranno scelti per concorso. Per ovviare alla dannosa pratica del proliferare di forze politiche senza base popolare proporremo modifiche del regolamento del Consiglio Valle che impediscano la costituzione di nuovi gruppi consiliari diversi da quelli in cui i consiglieri stessi sono stati eletti.

7.      Democrazia, partecipazione popolare e rappresentanze istituzionali

Per i comuni con meno di 10.000 abitanti cambieremo il meccanismo elettorale per recuperare il diritto dei cittadini di scegliere chi li rappresenta.

Proporremo che si torni ad un sistema proporzionale in cui il più votato della lista vincente sia eletto Sindaco.

Opereremo per recuperare la centralità dei Consigli comunali, con una maggiore partecipazione e una più vasta condivisione nelle scelte di tutti i consiglieri.

Apriremo il voto alle elezioni comunali ai residenti stranieri in regola, perché chi lavora e paga le tasse ha il diritto di dire la sua sulla gestione del posto dove abita.

8.      Funzionamento della macchina regionale e rispetto dei cittadini

Semplificheremo la burocrazia in ogni settore.

Ci impegniamo a snellire il quadro normativo regionale riducendo il numero di leggi oggi in vigore. Realizzeremo finalmente le economie di scala sempre promesse: accelereremo il processo ancora timido di informatizzazione anche a livello comunale, unificheremo la promozione turistica; riorganizzeremo le società partecipate riducendo dove possibile il numero dei dirigenti e dei componenti dei consigli di amministrazione; unificheremo il sistema dei beni culturali e delle fondazioni scolastiche.

Ripristineremo gli uffici periferici per consentire il riavvicinamento delle istituzioni ai cittadini.

Non solo lo sviluppo, ma anche l'amministrazione deve essere sostenibile, rispettare la dimensione umana e sociale dei cittadini, ridare dignità al lavoro, alla persona e alla famiglia, favorire il merito.

I dati personali saranno disponibili su supporto magnetico (Carte Vallée) per l'accesso decentrato alla pubblica amministrazione.

Valorizzeremo le professionalità e ridurremo gli sprechi, badando che le esigenze di maggiore flessibilità non vadano a creare condizioni di precarietà, nocive anche per l'efficienza degli uffici pubblici.

9.      Cultura, conoscenza, sistema scolastico

Riqualificheremo gli interventi nella scuola dell'infanzia, primaria e media.

Per la scuola secondaria superiore attueremo i primi provvedimenti basati sugli articoli statutari del bilinguismo (e del trilinguismo nel caso della comunità walser), sfruttando le opportunità offerte dalla legge regionale 18/05.

La necessaria introduzione dello studio della lingua inglese deve essere colta come opportunità.

Proponiamo di incentivare, in via sperimentale e su base volontaria, i docenti di scuola secondaria di secondo grado con integrazioni economiche analoghe a quanto previsto per la scuola primaria in funzione di un incremento dell'orario di cattedra a 20/21 ore per settimana, con la possibilità di renderlo variabile in base a specifici progetti.

È necessario ristrutturare e ammodernare gli edifici scolastici, in particolare quelli della scuola secondaria di secondo grado, risolvendo anche l'annoso problema delle palestre.

Aggiorneremo la dotazione didattica, soprattutto quella informatica che cambia molto rapidamente.

10.  Formazione professionale, istruzione tecnica e politiche del lavoro

La formazione professionale e l'istruzione tecnica vanno riorganizzate per rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione. Incentiveremo le imprese che trasformano i contratti a termine in assunzioni a tempo indeterminato. Costituiremo un fondo per finanziare interventi a favore della sicurezza del lavoro e a tutela delle famiglie colpite da incidenti e infortuni.

11.  Università

La giovane Università della Valle d'Aosta ha bisogno di tempo per crescere in autorevolezza e diventare interessante anche per gli studenti di altre regioni e altri Paesi. L'Università oltre a svolgere il ruolo importante di formazione e aggiornamento, dovrà aprirsi anche alla ricerca scientifica troppo a lungo trascurata. Ricordiamo come esempio gli esperimenti di profilo mondiale sulla stabilità della materia, i neutrini e le radiazioni fossili fatti nei laboratori del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sotto il Monte Bianco e al Plateau Rosà. Svilupperemo le opportunità offerte all'Università da centri di ricerca già attivi e presenti sul territorio, come l'Osservatorio Astronomico Regionale e l'Institut Agricole Régional. Il nostro progetto scientifico per l'Università ha per obbiettivo di individuare alcuni settori specialistici di ricerca che siano di assoluta attualità sul mercato dell'insegnamento accademico, diversi da quelli delle Università vicine, con priorità per la fisica ambientale della regione alpina, dell'agricoltura, della vita e dell'abitare in montagna. 

12.  Le pari opportunità

La realizzazione effettiva delle pari opportunità di donne e uomini nell'occupazione e nella gestione della  politica passa per il riconoscimento e il sostegno al lavoro familiare che spesso rimane nascosto. Rilanciamo, con la forza che l'autonomia legislativa e finanziaria della Valle d'Aosta permette, la proposta del PD nazionale di raddoppiare i posti disponibili nelle strutture per la prima infanzia (asili nido, garderies, tate familiari) senza limiti di reddito per l'entrata in graduatoria (da considerare solo per la determinazione delle rette).  Un bonus alle famiglie di 2000 euro all'anno per ogni figlio fino al terzo anno di età sarà riconosciuto per far fronte alle spese per l'acquisto di prodotti e servizi

13.  Sanità pubblica e politiche per gli anziani

Gli italiani invecchiano, e anche i valdostani di età avanzata sono sempre più numerosi. Noi vogliamo che l'anziano non sia visto soltanto come soggetto passivo, ma anche come risorsa importante della società, per il suo ruolo di memoria, di saggezza, di trasmissione dei valori. La nostra legge per la terza età darà appoggio concreto alle collaborazioni tra servizi, reti familiari e associazioni di mutuo aiuto volontario tra anziani. Favorirà inoltre la nascita e la crescita di iniziative che vedono gli anziani farsi carico dei più piccoli secondo il modello dei nonni di villaggio e di quartiere. Condividiamo la scelta di una sanità pubblica sempre più diffusa sul territorio e basata sul day hospital e l'assistenza domiciliare. Proprio per questo è necessario fermare la ristrutturazione cronica dell'Ospedale Mauriziano e investire su una nuova e più efficiente struttura ospedaliera. Potenzieremo la rete consultoriale territoriale a partire dal capoluogo (prelievi decentrati, ecc) e della medicina preventiva, specie nei confronti dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani.

14.  Welfare, politiche sociali e lotta alla povertà 

La dimensione della Valle d'Aosta con i suoi rapporti umani ravvicinati permette di conoscere da vicino le situazioni anche meno prevedibili di povertà e di bisogno. Tutti gli interventi di aiuto vanno pensati e erogati come diritti, in modo che nessun amministratore possa diventare oggetto di gratitudine particolare per degli atti dovuti. In questo settore la correttezza burocratica può essere sentita come un incomprensibile sopruso e allontanare proprio i più bisognosi dalle provvidenze a loro destinate. La nostra legge per le persone più svantaggiate intende potenziare i servizi, snellire le procedure per l'accesso ai diritti, e rendere più efficaci tutti gli interventi mediante la formazione e la responsabilizzazione degli addetti ai servizi sociali. Proporremo un assegno integrativo della pensione per chi ha più di 65 anni fino a raggiungere il minimo di 700 euro mensili; lo stesso importo dovrà essere garantito agli invalidi che non trovino occupazione e non abbiano rifiutato altre proposte di lavoro.

Integreremo il Fondo di rotazione dei mutui regionali prima casa in modo da elevare a 140.000 euro il limite di spesa.

Vareremo un sostegno economico specifico per le persone in mobilità e proporremo un contributo per far fronte alle spese crescenti del riscaldamento.

15.  Attività culturali della Regione

Occorre che l'amministrazione regionale assuma un ruolo di stimolo per le attività culturali, senza invadere e soffocare le iniziative private ma sostenendole con una strategia di indirizzo. La stessa Saison culturelle non dovrà essere meramente un contenitore di spettacoli di vario genere a cui il valdostano assiste passivamente ma dovrà essere un'occasione di incoraggiamento per giovani e meno giovani che vogliano diventare parte attiva della cultura. L'amministrazione regionale proporrà seminari ed iniziative in cui il valdostano potrà confrontarsi e arricchirsi culturalmente alla presenza di personaggi di rilievo della letteratura e dello spettacolo in genere. Festival, rassegne, laboratori, saranno il motore propulsivo di istanze ed esigenze di protagonismo culturale del valdostano.

16.  I rifiuti: riduzione e gestione sostenibile

Siamo per la gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti. Vogliamo incominciare a diminuire i rifiuti fin dall'inizio del ciclo produttivo mediante il riciclo e il riuso. Estenderemo la raccolta differenziata fino oltre il 70%. Ridurremo la tassa sui rifiuti e passeremo dal calcolo fatto in base ai metri quadrati occupati (Tarsu), alla tariffazione misurata sui consumi personali (Tia): chi differenzia di più pagherà di meno. Diversamente dalle zone ad alta densità urbanistica e industriale, dove anche in presenza di una raccolta differenziata importante l'incenerimento può trovare una collocazione, riteniamo che in Valle d'Aosta la quantità di rifiuti prodotta è del tutto insufficiente per giustificare economicamente questa scelta.

Ultimo aggiornamento ( Friday 23 May 2008 )